Qualcosa su di me...

Ciao piacere, sono Maria!

Sono partita a 18 anni da sola, dalla Colombia per gli USA e ho vissuto a New York e Los Angeles, dove ho avuto la fortuna prima di sopravvivere da sola, imparare inglese, lavorare e riuscire a stanziarmi una formazione professionale nel campo della recitazione e della Danza Orientale, il Tango e la Danza Latina. Questo per dire che non mi do per vinta facilmente e perseguo i miei sogni giorno dopo giorno.

Ho lavorato con Quentin Tarantino nel suo primo film Reservoir Dogs, Le Iene, con Ellen Burstyn direttrice dell’Actors Studio  nel suo show nel ruolo della studente Maria e  Miami Vice dove ho recitato in Free Fall l’ultimo episodio della serie nel ruolo di Bianca.

Il mio mondo è il teatro e la danza Orientale, che vivo come espressione interdisciplinare che include diversi stili di danza, il racconto, la voce e la recitazione.

Credo che l'arte abbia il compito di avvicinare le persone a se stesse. Non amo la finzione né in recitazione né in danza e posso offrire questo a chi studia  e lavora con me: uno specchio di verità e semplicità.

 Vivo in Italia con la mia famiglia, marito e tre figli: Martinica, Leandro e Gabriel e e assieme abbiamo creato lo Spazio Le Muse e il Teatro del Respiro.

Come autrice, mi piace scrivere partendo dalla mia esperienza sia come performer che come mamma ed insegnante in modo che i miei libri abbiano un'utilità pratica per i lettori: Il Linguaggio Segreto della Danza del VentreSalomè. Il mito e la Danza dei Sette Veli e Burka, sono i volumi che ho scritto con questo intento.

 Il mio impegno è continuare a danzare, scrivere e formare danzatrici a tutto tondo per fare crescere la consapevolezza e potenziale della danza Orientale al teatro e nella nostra vita quotidiana.

Avvisami quando ci sono nuovi eventi!

Ecco un veloce racconto di come ho iniziato a danzare in teatro e alla fine ne ho creato uno con la mia famiglia:

Il Teatro del Respiro.


Sono nata in una stanza dietro il back stage di un teatro, il teatro più grande e vecchio della città di Cali, in Colombia, il "Municipal" ora chiamato "Teatro Buonaventura". 

Uno dei ricordi più vivi di quel tempo era quello di poter entrare nel back stage del teatro quando iniziava lo scarico e montaggio per un nuovo spettacolo, venendo dalla strada accanto trovavo la grande porta aperta, e non potendo resistere come ad un richiamo entravo per un attimo a curiosare.

Amavo questo vecchio teatro con il legno che crujía sotto i miei piedi mentre camminavo piano, e le sue quinte di tessuto che mi incutevano un po' di paura, messe come guardiani prima di farmi entrare nel palco. Camminavo in quel silenzio carico di storia e nel grande palco riconoscevo una presenza sacra, qualcosa d'invisibile e magico a cui non potevo dare un nome e che ancora oggi mi accompagna.

Molti anni dopo, insieme a mio marito Calogero Ferrara abbiamo creato il primo teatro in Europa per la Danza Orientale: il Teatro del Respiro.

Il teatro è comunità e inclusione. Abbattimento di frontiere e divisioni. Un invito. Un luogo in cui prendersi cura della solitudine umana, della solitudine dell’artista. Molte volte creo nella sala-danza da sola, ma è in compagnia delle danzatrici che il lavoro acquisisce un senso, un corpo vero. E poi, è con il pubblico che possiamo “metterlo al mondo”.

Questo teatro vuole essere l'azione dell'incontro.