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Hanno detto del libro / dvd Salomè. Il suo mito, la Danza dei Sette Veli:

Maria Strova parla a tutte le donne che hanno sempre avuto paura di danzare o che si sono vergognate di dire “Sono una danzatrice del ventre”. L’interpretazione teatrale e la coreografia innovativa della Strova rivelano un viaggio coraggioso e profondo che riscatta il mito di Salomè e reclama il diritto della donna a danzare con conoscenza e senza paura della propria sessualità.
Jennifer Hawkins, danzatrice

“Il libro della Strova ha il pregio di ricordarci, in modo semplice, che il corpo-oggetto delle donne ha conseguenze devastanti non solo sulla danza, ma sull’arte in generale e sull’intera società, perché una scarsa considerazione della donna esprime il declino sociale, politico e culturale del Paese in cui ella vive”.
Massimo Gazzè, vicepresidente del Comité Européen des Jounalistes

“Il vero rispetto è accettare l’integrità dell’altro. Proprio nella sua diversità. Troppe culture si arrogano il diritto di difendere la donna, mutilandone il pensiero, i modi, il corpo. Attraverso la danza, che è la forma più pura e completa di spiritualità del corpo, Maria Strova rivendica per tutte noi il diritto di essere donna. Un’anima che sa attraversare il tempo con grazia e forza, con sensualità e coscienza di sé”.
Marina Pizziolo, critico d’arte

“Il lavoro della Strova fornisce le basi per un’interpretazione personale e sovversiva della Salomè e lo fa attraverso temi che indaga a fondo: il velo, i simboli, il mistero, l’erotismo, lo sguardo, l’arte di danzare una storia… Temi che ritroviamo, sapientemente miscelati, nelle immagini proposte nel docu-film”.
Antonella Priori, direttore editoriale diario21

“Nella danza di Salomè, così come la intende l’autrice, si trovano le coordinate semantiche di un codice espressivo ancestrale dal valore universale, dove la donna ritrova la sua libertà d'espressione senza rinnegare se stessa né quella sfera sessuale verso cui la società si esprime fin troppo criticamente, ma che è profondamente presente in ognuna di noi”.
Sabrina Falzone, critico e storico dell’arte